Stazioni linfonodali

Ecografia dei Linfonodi

Lo studio ecografico delle stazioni linfonodali superficiali: collo, ascelle e inguine. Serve a capire se un linfonodo ingrossato ha i caratteri di un linfonodo reattivo oppure merita un approfondimento. Nessuna preparazione, referto consegnato a fine esame.

Ecografia dei linfonodi a Qualiano: studio delle stazioni linfonodali di collo, ascelle e inguine
10-20'
Durata esame
Subito
Consegna referto
Nessuna
Preparazione
0
Radiazioni

Cos'è l'ecografia dei linfonodi

L'ecografia dei linfonodi, o delle stazioni linfonodali superficiali, è l'esame di primo livello quando si avverte una tumefazione al collo, all'ascella o all'inguine, o quando il medico vuole controllare linfonodi già noti. Con una sonda lineare ad alta frequenza osservo i linfonodi uno per uno, ne misuro le dimensioni e ne studio forma, struttura interna e vascolarizzazione.

I linfonodi sono piccole stazioni del sistema immunitario: aumentano spesso di volume in risposta a un'infezione o a un'infiammazione vicina, come un mal di gola, un problema dentale, una ferita o una vaccinazione recente. In questi casi si parla di linfonodi reattivi. L'ecografia aiuta a distinguere questo quadro, molto frequente, dalle situazioni in cui servono altri accertamenti.

Cosa si studia

Per ogni stazione esaminata valuto:

  • Sede e numero — quale livello del collo, quale cavo ascellare o regione inguinale, quanti linfonodi sono interessati.
  • Dimensioni e forma — in particolare l'asse corto e il rapporto tra i due diametri: la forma ovalare è il reperto abituale, quella rotondeggiante va interpretata nel contesto.
  • Ilo adiposo — la piccola area centrale più chiara, di norma riconoscibile nei linfonodi normali e reattivi.
  • Corticale — spessore e regolarità, eventuali ispessimenti focali o asimmetrici.
  • Struttura interna — omogeneità, eventuali aree fluide o calcificazioni.
  • Vascolarizzazione — al color e power Doppler, per vedere se i vasi entrano dall'ilo o anche dalla periferia.
  • Tessuti circostanti — margini del linfonodo e rapporti con le strutture vicine.

Quando è indicata

Le situazioni più comuni in cui l'esame viene richiesto:

  • Tumefazione palpabile al collo, sotto la mandibola, all'ascella o all'inguine
  • Linfonodo ingrossato che non si riduce a distanza di alcune settimane da un episodio infettivo
  • Linfonodi dolenti in corso di infezioni delle vie aeree, dei denti o della cute
  • Controllo nel tempo di linfonodi già descritti in esami precedenti
  • Linfonodi aumentati di volume segnalati in altri esami (TC, risonanza magnetica) da rivalutare con sonda ad alta frequenza
  • Tumefazione comparsa dopo una vaccinazione, se persiste
  • Valutazione richiesta dal medico curante, dall'ematologo, dall'oncologo o da altri specialisti

Quali regioni si possono esaminare

È possibile studiare una singola regione oppure più stazioni nella stessa seduta:

  • Collo — linfonodi sottomandibolari, laterocervicali e sovraclaveari.
  • Ascelle — entrambi i cavi ascellari.
  • Inguini — entrambe le regioni inguinali.

Al momento della prenotazione indicami quali regioni sono riportate sulla richiesta del medico: il tempo dedicato all'esame cambia di conseguenza.

Come si svolge

Ti accomodi sul lettino e scopri soltanto la regione da esaminare. Applico il gel e faccio scorrere la sonda sulla zona, confrontando sempre i due lati. Per il collo esploro in sequenza le regioni sottomandibolari, laterocervicali e sovraclaveari; per ascelle e inguini seguo il decorso dei vasi principali.

Completo lo studio con il color e power Doppler per valutare la vascolarizzazione di ciascun linfonodo. Se porti esami precedenti confronto misure e aspetto: per i linfonodi l'andamento nel tempo è un'informazione preziosa.

Preparazione

Per questo esame non serve una preparazione particolare:

✓ Nessuna preparazione necessaria

Puoi mangiare, bere e assumere i farmaci abituali.

👕 Abbigliamento

Indossa abiti che permettano di scoprire facilmente la zona: collo libero da collane e sciarpe, una maglia comoda per l'esame delle ascelle.

📋 Cosa portare

Ecografie o altri esami precedenti della stessa regione, esami del sangue recenti se disponibili e la richiesta del medico con il quesito clinico.

Durata e referto

L'esame dura in media 10-20 minuti, a seconda del numero di regioni. Al termine ricevi il referto stampato e firmato con le immagini più significative, le misure dei linfonodi descritti e un'indicazione chiara su come procedere: nessun controllo, controllo ecografico a distanza oppure approfondimento da concordare con il tuo medico.

I limiti dell'esame

L'ecografia descrive l'aspetto dei linfonodi ma non fornisce una diagnosi istologica. Quando i caratteri sono dubbi, la decisione sul passo successivo — controllo ravvicinato, agoaspirato, biopsia o altri esami — spetta al medico curante o allo specialista, anche in base alla visita e agli esami di laboratorio. Lo studio riguarda le stazioni superficiali: i linfonodi profondi del torace e dell'addome si valutano con altre metodiche.

Ecografia dei linfonodi a Qualiano, Giugliano e a domicilio

Eseguo personalmente l'esame nello studio di Qualiano, in Traversa I Guglielmo Marconi (lunedì 15:30–19:30, su appuntamento), e a Giugliano in Campania presso gli Studi Medici Chi.Pa., in Via Marchesella 128, a pochi minuti da Villaricca. Per chi ha difficoltà a spostarsi è disponibile l'ecografia a domicilio a Qualiano, Giugliano in Campania, Villaricca, Calvizzano e nei comuni vicini. Indirizzi, orari e modulo di prenotazione sono nella pagina contatti.

Sicurezza dell'esame

L'ecografia utilizza ultrasuoni e non espone a radiazioni ionizzanti. Alle potenze usate in diagnostica non sono noti rischi per il paziente: per questo l'esame può essere ripetuto quando serve, anche in gravidanza e in età pediatrica. Non è previsto mezzo di contrasto.

Domande frequenti

Sull'ecografia dei linfonodi

Ho un linfonodo ingrossato: devo preoccuparmi?

Nella maggior parte dei casi un linfonodo aumentato di volume è la risposta a un'infezione o a un'infiammazione ed è destinato a ridursi. L'ecografia serve a verificarne l'aspetto: forma ovalare, ilo adiposo conservato e vascolarizzazione ilare sono i caratteri tipici dei linfonodi reattivi. Se alcuni caratteri si discostano da questo quadro lo scrivo nel referto e indico l'approfondimento più adatto.

Dopo quanto tempo conviene fare l'ecografia?

Se il linfonodo è comparso insieme a un'infezione evidente, di solito si attende qualche settimana per vedere se si riduce. Conviene anticipare l'esame, parlandone con il medico, se la tumefazione cresce, è dura e poco mobile, persiste oltre due-tre settimane o si accompagna a febbre prolungata, sudorazioni notturne o calo di peso.

L'ecografia può dire se un linfonodo è benigno o maligno?

Può dire se l'aspetto è quello tipico di un linfonodo reattivo oppure se sono presenti caratteri che richiedono un approfondimento. La diagnosi di certezza, quando serve, si ottiene con l'esame citologico o istologico (agoaspirato o biopsia), richiesto dal medico curante o dallo specialista.

Eseguite anche l'ecografia mammaria?

No. Studio i linfonodi del cavo ascellare, ma non eseguo l'ecografia della mammella: per quell'esame è necessario rivolgersi a un centro di senologia.

Si può fare ai bambini?

Sì. L'ecografia non usa radiazioni ed è l'esame di prima scelta per valutare i linfonodi del collo nei bambini, nei quali l'ingrossamento durante le infezioni è molto frequente. È richiesta la presenza di un genitore.

Posso fare l'esame a domicilio?

Sì. Per chi ha difficoltà a spostarsi l'ecografia dei linfonodi si può eseguire a casa con ecografo portatile, a Qualiano e nei comuni vicini: trovi i dettagli nella pagina ecografia a domicilio.

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